Lo studio Immobiliare Bologna Loft sas mette a disposizione della propria selezionata clientela professionalità, esperienza e riservatezza, al fine di creare un rapporto di fiducia e collaborazione reciproche con il Cliente, partendo dal presupposto che la serenità e l’attenzione nella scelta della casa in cui vivere siano per l'acquirente elementi imprescindibili. Attraverso lunga e consolidata esperienza, la nostra società garantisce onestà e professionalità e si avvale di collaboratori esteri per intermediazioni in lingue differenti a disposizione per qualunque informazione di dettaglio. Iscrizione Ruolo Agenti Immobiliari N. 3336 e N.3419, Ruolo Periti ed Esperti in stima e valutazione di immobili N. 1131 C.C.I.I.A. di Bologna, R.E.A 481153. SI RICEVE SU APPUNTAMENTO.

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Incarico di mediazione e diritto di mediazione

L’incarico di mediazione alla nostra agenzia viene conferito attraverso l’incarico di vendita verbale, scritto, oppure in esclusiva che è la formula preferibile in quanto permette di definire chiaramente tutte le condizioni di vendita. Salvo diverso accordo, il compenso per la mediazione (provvigione) è pari al 3% più IVA, oppure calcolato a forfait più IVA sul prezzo di acquisto/vendita di immobili o attività fino ad euro 100 mila. Nel caso di locazione il 10% del canone annuo + IVA. La provvigione si considera maturata, dovuta ed esigibile con la sottoscrizione da parte del venditore per accettazione della proposta di acquisto inviata dall’ acquirente. Bologna Loft sas declina qualsiasi responsabilità in ordine alle informazioni riportate in quanto le stesse provengono dalla parte venditrice e/o dai professionisti di fiducia della medesima. I Clienti hanno il diritto di visionare la visura camerale dell’agente immobiliare e verificarne l’iscrizione al Registro Imprese e R.E.A. della Camera di Commercio. Chi non è in possesso di tale iscrizione e titolo non è abilitato alla professione di agente immobiliare, non può proporre prezzi degli immobili, né fare trattative parlando di regole e leggi del mercato immobiliare, né pretendere un compenso per la mediazione in quanto non autorizzato a svolgere l’attività che esercita. Ogni agente immobiliare è obbligato a stipulare una polizza assicurativa di responsabilità civile a copertura dei rischi inerenti la professione. Le informazioni richieste ad un agente immobiliare non sono chiacchiere ma consulenze che impiegano tempo qualificato. L'attività di agente immobiliare implica un percorso professionale specifico e l’abusivismo è perseguibile civilmente e penalmente, se ci si imbatte in un abusivo si ha il diritto di non pagargli nulla. La lotta all’abusivismo è una battaglia di civiltà oltre che professionale.

Le pene previste dalla legge. Dopo sette anni di battaglie parlamentari, infatti, l’inasprimento delle sanzioni per chi svolge abusivamente la professione di agente immobiliare è diventato legge. Con un forte giro di vite nei confronti di chi sgarra. L’attesa svolta normativa è entrata in vigore dal 15 febbraio ed è stata introdotta grazie alla modifica dell’art. 348 del codice penale. Nello specifico chiunque eserciti la professione senza esserne abilitato è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con una multa da 10mila a 50mila euro. Un inasprimento che interviene soprattutto sul versante “economico”, quello più efficace (vista la sospensione condizionale della pena per la reclusione) per inibire i comportamenti illeciti: basti pensare che, secondo le norme precedentemente in vigore, la multa per gli abusivi variava da 103 a 516 euro (mentre la pena della reclusione arrivava a un massimo di sei mesi). Previsto inoltre anche il sequestro degli immobili dove si svolge l’attività in modo irregolare. Attenzione, dunque, agli abusivi : chi non è iscritto non può svolgere l’attività. Pertanto, geometri, avvocati, commercialisti e architetti non possono svolgere l’attività di venditore immobiliare a meno che non rinuncino all’iscrizione nel proprio albo.

Cosi facendo farete un favore a voi stessi, ad altri che potrebbero trovarsi loro malgrado in una situazione analoga, ed a tutti gli Agenti Immobiliari onesti, che con competenza e dedizione svolgono il proprio lavoro anche e soprattutto nel Vostro interesse.

Grazie.

Solo il mediatore iscritto matura il diritto alla provvigione

Commentiamo, qui di seguito, una  pronuncia della Corte di Cassazione (Cassazione Civile, sezione terza, 11 giugno - 8 luglio 2010 n. 16147/10che ha stabilito alcuni importanti principi di diritto in tema di mediazione, soprattutto dopo la modifica legislativa introdotta dal D. Lgs. 26 marzo 2010 n. 59., statuendo, da un lato, che la norma che ha soppresso il ruolo di cui all'articolo 3 della legge 3 febbraio 1989 n. 79, non ha effetto retroattivo, ma, soprattutto, che solamente i mediatori iscritti nel registro o nei repertori tenuti dalla Camere di Commercio avranno diritto alla provvigione. La decisione nasce dalla causa che un geometra, libero professionista, promuove nei confronti di un imprenditore edile assumendo di avere svolto un'attività mediatoria per la vendita di un complesso edilizio. Il giudice di primo grado da ragione al geometra, ritenendo che nella fattispecie si versasse in una ipotesi di contratto atipico di procacciamento di affari, mentre, il giudice di appello riformava la sentenza rilevando che dalla documentazione versata in causa e dagli atti processuali emergeva trattarsi di contratto di mediazione tipica e che, di conseguenza, a norma della legge 3 febbraio 1989 n. 79 il diritto alla provvigione spettava solamente se si era iscritti al ruolo di cui all'art. 2 della stessa. Il libero professionista ricorreva per Cassazione, sostenendo, oltre al resto, che essendo intervenuto, nelle more del giudizio, il D.Lgs 26 marzo 2010, che, appunto, ha soppresso il ruolo dei mediatori, il diritto alla provvigione non era più precluso dalla mancata iscrizione del mediatore al ridetto ruolo. Il ricorso non è stato accolto rilevando gli ermellini che, quanto al citato decreto legislativo, che esso non poteva essere applicato alla fattispecie in esame, in quanto esso non contiene alcuna norma che lo renda applicabile anche ai rapporti già esauriti. Rilevano, infatti, i Giudici di legittimità: “Infatti il principio della irretroattività della legge (art. 11 preleggi), che è applicabile anche alle norme di diritto pubblico, preclude l'applicazione della nuova normativa non soltanto ai rapporti giuridici già esauriti, (come è quello in esame) ma anche a quelli sorti anteriormente ed ancora in vita, qualora gli effetti sostanziali scaturenti da detta normativa siano eziologicamente collegati con un fattore causale non previsto da quella precedente. (Cass. n. 10436 del 18/07/2002)“. Ma la Corte ha pronunciato, con la sentenza in commento, un altro importante principio di diritto relativo alla disciplina della mediazione. Si legge, infatti, nella sentenza; “In ogni caso va osservato che il D.Lgs. n. 59 del 2010, art. 73, ha sì soppresso il ruolo di cui alla L. 3 febbraio 1989, n. 39, art. 2 e successive modificazioni, ma non ha abrogato tale legge.
È stato, anzi, disposto che le attività disciplinate dalla L. 3 febbraio 1989, n. 39, sono soggette a dichiarazione di inizio di attività, da presentare alla Camera di commercio, competente per territorio corredata delle autocertificazioni e delle certificazioni attestanti il possesso dei requisiti prescritti. La Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura verifica il possesso dei requisiti e iscrive i relativi dati nel registro delle imprese, se l'attività è svolta in forma di impresa, oppure nel repertorio delle notizie economiche e amministrative (REA) previsto dalla L. 29 dicembre 1993, n. 580, art. 8 e dal D.P.R. 7 dicembre 1995, n. 581, art. 9, assegnando ad essi la qualifica di intermediario per le diverse tipologie di attività, distintamente previste dalla L. 3 febbraio 1989, n. 39. Il comma 6 di detto art. 73 statuisce che “Ad ogni effetto di legge, i richiami al ruolo contenuti nella L. 3 febbraio 1989, n. 39, si intendono riferiti alle iscrizioni previste dal presente articolo nel registro delle imprese o nel repertorio delle notizie economiche e amministrative (REA)”.. Ciò comporta che in assenza di abrogazione della L. n. 39 del 1989, art. 6, ma in presenza della sola soppressione del ruolo, la norma di cui all'art. 6 va letta nel senso che, anche per i rapporti di mediazione sottoposti alla normativa di cui al D.Lgs. n. 59 del 2010, hanno diritto alla provvigione solo i mediatori che sono iscritti nei registri o nei repertori tenuti dalla Camera di commercio secondo l'art. 73 cit..”. La Cassazione, dunque, ha chiarito che il recente decreto legislativo ha previsto che l'esercizio delle attività disciplinate dalla legge n. 39 del 1989 sono comunque soggette alla denuncia di inizio attività previa autocertificazione e certificazione relative al possesso dei requisiti prescritti per l'esercizio dell'attività di mediazione, precisando che il sesto comma dell'art. 73 prevede ad ogni effetto di legge, i richiami al ruolo contenuti nella legge 3 febbraio 1989, n. 39, si intendono riferiti alle iscrizioni previste dal presente articolo nel registro delle imprese o nel repertorio delle notizie economiche e amministrative (REA). Da ciò non può non derivare che in assenza di abrogazione dell'art. 6 della l. n. 39/1989, ma in presenza della sola soppressione del ruolo,
la norma di cui all'art. 6 va letta nel senso che, anche per i rapporti di mediazione sottoposti alla normativa di cui al d.lgs. n. 59/2010, hanno diritto alla provvigione solo i mediatori che sono iscritti nei registri o nei repertori tenuti dalla camera di commercio secondo l'art. 73 cit.. La sentenza in commento ci pare ineccepibile sotto ogni punto di vista e da la giusta e corretta interpretazione di uno degli aspetti sorti all'indomani della pubblicazione del provvedimento abrogativo del ruolo.

Avv. Roberto Bella